Economia Circolare

Economia Circolare è un termine ampio che si riferisce alla riorganizzazione del tradizionale modello economico lineare di estrazione, affinamento, trasporto, trasformazione in beni finali, uso e successivo smaltimento in un nuovo percorso che sostituisce l’estrazione di materiale vergine con il riutilizzo di materiali da prodotti che hanno raggiunto la fine della loro vita, in tal modo “chiudendo il ciclo” dell’Economia Circolare. L’attuale sistema è tutt’altro che circolare e la maggior parte delle merci finisce in una discarica o incenerita alla fine della propria vita, pratiche che nella migliore delle ipotesi sono dispendiose e poco efficienti e nella peggiore dannose e insostenibili per l’ambiente.

“L'attuale sistema è tutt'altro che circolare e la maggior parte delle merci finisce in una discarica o incenerita alla fine della propria vita”

Il cibo, in superficie, può sembrare una fonte benigna di rifiuti. Dato che tutto il cibo è organico, rimetterlo a terra sembra una fine naturale nel viaggio del ciclo di vita del cibo. Sfortunatamente, con l’industrializzazione del cibo per supportare la crescita della popolazione e il cambiamento dei gusti, rimane poco che sia naturale nel suo ciclo di vita. In effetti, lo spreco alimentare (e la produzione) è un problema enorme per il clima. Secondo il lavoro di Poore & Nemecek, “Ridurre gli impatti ambientali degli alimenti”, pubblicato sulla rivista Science, la produzione alimentare è complessivamente responsabile del 26% delle emissioni annue globali di gas serra. I soli rifiuti alimentari sono responsabili del 6% delle emissioni annue. Per contestualizzare, con l’aiuto di Our World in Data, le emissioni relative ai rifiuti alimentari sono il triplo rispetto a quelle dell’intera industria aeronautica o se i rifiuti alimentari fossero un Paese, sarebbero il terzo emittente più grande del mondo dietro Cina e Stati Uniti.

“La produzione alimentare è complessivamente responsabile del 26% delle emissioni annue globali di gas serra”

Al fine di adempiere agli obblighi dell’Accordo di Parigi, creato allo scopo di limitare l’aumento della temperatura globale a causa del cambiamento climatico a +2,0 C al di sopra dei livelli pre-industriali, è chiaro che il tema dello smaltimento dei rifiuti organici, in particolare dei rifiuti alimentari, deve essere affrontato. Fortunatamente, la digestione anaerobica è una tecnologia matura disponibile per convertire i rifiuti alimentari in biometano, un biocarburante utile, che può essere iniettato nella rete locale del gas naturale o utilizzato nelle stazioni di rifornimento per sostituire i combustibili fossili nel settore dei trasporti.

“convertire i rifiuti alimentari in biometano per sostituire i combustibili fossili nel settore dei trasporti”

Il biometano può ridurre le emissioni di gas a effetto serra nel settore dei trasporti di oltre l’80%, offrendo vantaggi in termini di qualità dell’aria (ad esempio riduzione di CO2, NOX e PM10) rispetto ai combustibili fossili.

Per supportare l’obiettivo di transizione energetica proposto dall’IEA, il consumo di biocarburanti deve triplicare entro il 2030, il che implica una crescita della produzione annua del 10% entro il 2030. L’Italia ha attualmente l’80% di tutti i veicoli a metano in Europa, rendendola il mercato ideale per una transizione al biometano. Il governo italiano ha riconosciuto questa opportunità e con il DM 2 marzo 2018 ha stanziato 4,7 miliardi di Euro in incentivi per promuovere l’uso del biometano nei trasporti.

“Il governo italiano ha stanziato 4,7 miliardi di Euro in incentivi per promuovere l'uso del biometano nei trasporti entro il 2030”

Considerando i nuovi schemi di incentivazione, l’associazione CIB (Consorzio Italiano Biogas) prevede che il mercato del biogas e del biometano in Italia crescerà da circa 2,2 miliardi di m3 di capacità annuale nel 2015 a circa 8 miliardi di m3 nel 2030. Questa crescita rappresenta un CAGR dell’8% o un aumento assoluto di 3,6 volte nel periodo dal 2015 al 2030. Per supportare questa espansione di capacità, entro il 2030 saranno richiesti oltre 20 miliardi di investimenti in totale, che implicano circa 1,5 miliardi di investimenti annui e rappresentano un’opportunità significativa per il capitale privato.

Gli interventi di Efficienza Energetica, se applicati in modo appropriato, rappresentano una situazione win-win in cui i servizi energetici sono mantenuti o migliorati, le emissioni di gas serra sono ridotte e le utenti finali ricevono un risparmio sostanziale. 

Gli interventi di Efficienza Energetica, se applicati in modo appropriato, rappresentano una situazione win-win in cui i servizi energetici sono mantenuti o migliorati, le emissioni di gas serra sono ridotte e le utenti finali ricevono un risparmio sostanziale.

Tecnologie comprovate ed efficienti per la produzione di Energie Rinnovabili come celle fotovoltaiche e turbine eoliche – svolgeranno un ruolo chiave nella Transizione Energetica.

La Transizione Energetica sta trasformando il settore dei trasporti, responsabile di un quarto delle emissioni globali di gas serra, tramite un’accelerazione dell’elettrificazione del trasporto su strada che richiede significativi investimenti pubblici e privati in nuove infrastrutture.

La Transizione Energetica sta trasformando il settore dei trasporti, responsabile di un quarto delle emissioni globali di gas serra, tramite un’accelerazione dell’elettrificazione del trasporto su strada che richiede significativi investimenti pubblici e privati in nuove infrastrutture.

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